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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
48°12′N 16°22′E

Dossier 04

Europa centrale: Vienna, Budapest, Belgrado — la cerniera

Quattro anni trascorsi a Vienna, poi vent'anni a scrivere di ciò che l'Occidente vede male.

La tesi

Dal 1998 al 2002 Henri de Grossouvre dirige da Vienna i grandi clienti di Alcatel per l'Europa centrale e la Russia. Non è una riga di curriculum: è la ragione per cui la sua lettura della regione non somiglia a quella delle capitali occidentali.

L’Europa centrale ha questa particolarità: se ne parla molto da Parigi e da Berlino, e raramente da Vienna o da Belgrado. Questo dossier poggia su una differenza di punto di osservazione.

Quattro anni sul posto

Dal 1998 al 2002 Henri de Grossouvre dirige da Vienna i grandi clienti di Alcatel per l’Europa centrale e la Russia. È un incarico commerciale e industriale, non diplomatico — ed è ciò che lo rende interessante. In un ruolo simile si impara chi decide davvero, come circolano contratti e capitali, e dove i confini politici non coincidono con quelli economici.

La sua formazione puntava già in quella direzione: la tesi del suo diploma post-laurea in relazioni internazionali verteva sull’Ucraina.

L’Europa centrale nell’avanguardia, non nell’anticamera

Nel 2007 l’opera collettiva che cura, Per un’Europa europea, propone un’avanguardia composta da sei paesi: Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Ungheria e Austria. La postfazione è di János Perényi.

La scelta merita di essere segnalata. Nella maggior parte delle proposte di “nucleo duro” formulate nello stesso periodo, l’Europa centrale figura al massimo come secondo cerchio. Qui è nel primo — perché la geografia dell’autore passa da Vienna.

La Serbia, dieci anni in anticipo

Nel gennaio 2015 la Revue Défense Nationale pubblica un editoriale di sei pagine: la Serbia a un bivio, dopo anni di rapporti conflittuali con l’Unione europea, e divenuta crocevia tra lo spazio comunitario e Mosca.

Il vocabolario è costante in lui — cerniera, crocevia, perno. La Serbia non vi è uno schieramento ma un punto di bascula, e un punto di bascula si osserva più di quanto lo si giudichi.

Nel 2014 il suo primo libro era uscito in serbo presso Fondacija Dostojanstvo, con la firma Anri de Grosuvr.

Sicurezza paneuropea: l’Europa centrale come condizione

Qui il dossier incontra il pilastro Sicurezza e difesa. Nel 2009, sulla Revue Défense Nationale, Henri de Grossouvre e Pierre Pascallon affermano che la Grande Europa esiste “dall’Atlantico agli Urali”, che comprende quindi la Russia europea, e che spetta all’OSCE portare la questione della sicurezza paneuropea, nel quadro di una conferenza internazionale da convocare.

Questo inquadramento non è neutro per l’Europa centrale. L’OSCE è una delle rare sedi in cui i paesi centroeuropei e balcanici siedono senza essere richiedenti di adesione. Scegliere quella sede anziché un’altra equivale a riconoscere loro uno statuto di parte in causa, non di zona cuscinetto. È una conseguenza istituzionale concreta di una premessa geografica.

I corridoi prima dei discorsi

Un ultimo tratto merita di essere segnalato, perché ritorna in tutto il corpus: la preferenza per i flussi anziché per le posture. Quando l’autore cerca ciò che collega realmente l’Europa centrale all’ovest e all’est del continente, guarda ai trasporti e all’energia prima che alle dichiarazioni diplomatiche.

È la logica che lo porta, nel 2017, a indicare l’infrastruttura ferroviaria come primo legante di una cooperazione continentale, e poi, nel 2021, a dedicare un articolo alla crescita passata inosservata del trasporto ferroviario tra Cina ed Europa — un corridoio che attraversa proprio lo spazio centroeuropeo. Lo stesso anno cofirma sulla Revue Défense Nationale un testo sulla cooperazione tecnologica tra Unione europea e Cina.

Vista da Vienna, l’Europa centrale non è una periferia. È il luogo dove passano le linee.

Ciò che questo dossier non fa

Non prende posizione nei dibattiti interni ai paesi interessati. Henri de Grossouvre ha pubblicato sull’attualità politica serba analisi che impegnano il loro autore; non figurano su questo sito, e questo sito non se ne fa portavoce.

Ciò che figura qui sono le posizioni di fondo: l’Europa centrale come parte integrante della Grande Europa, la Serbia come punto di contatto anziché come posta di uno schieramento, e l’idea che un’architettura continentale che ignori questo spazio non sia tale.

La continuità con il resto

Vienna lega questo dossier a tutti gli altri. È da Vienna che guarda alla Russia quando scrive Parigi, Berlino, Mosca. È l’esperienza centroeuropea a spiegare perché Ungheria e Austria figurino nella sua avanguardia del 2007. Ed è lo stesso metodo di sempre: partire dai flussi reali — contratti, energia, trasporti — anziché dalle dichiarazioni.

Riferimenti

Cronologia

  1. 1998 — 2002Direttore dei grandi clienti di Alcatel per l'Europa centrale e la Russia, con base a Vienna.
  2. 2002Esce Parigi, Berlino, Mosca. La Grande Europa vi include fin da subito lo spazio centroeuropeo.
  3. 2007Per un'Europa europea integra Ungheria e Austria nell'avanguardia proposta, con una postfazione di János Perényi.
  4. 2014Traduzione serba di Parigi, Berlino, Mosca presso Fondacija Dostojanstvo.
  5. 2015Editoriale di sei pagine sulla Revue Défense Nationale: la Serbia come nuovo crocevia tra i paesi dell'UE e Mosca.
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Le pubblicazioni del dossier

Librosettembre 2007

Per un'Europa europea. Un'avanguardia per uscire dall'impasse (si apre in una nuova scheda)

Xenia

Opera collettiva del Forum Carolus, curata da Henri de Grossouvre. Esamina come un gruppo di paesi — Francia, Germania, Belgio, Lussemburgo, Ungheria, Austria — potrebbe formare un'avanguardia e rilanciare la costruzione politica europea senza attendere l'unanimità dei ventisette. Prefazione di François Loos, ministro dell'Industria; postfazione di János Perényi.

Libroaprile 2002

Parigi, Berlino, Mosca: la via dell'indipendenza e della pace (si apre in una nuova scheda)

Éditions L'Âge d'Homme

Primo libro di Henri de Grossouvre, con prefazione del generale Pierre Marie Gallois, l'uomo che convinse de Gaulle a dotare la Francia dell'arma nucleare. Nel quadro di un'Europa delle nazioni, il saggio sostiene un partenariato strategico tra un polo franco-tedesco restaurato e la Russia, su energia, sicurezza, spazio e padronanza delle alte tecnologie. Meno di un anno dopo l'uscita, l'opposizione congiunta di Francia, Germania e Russia alla guerra in Iraq portava “Parigi-Berlino-Mosca” sulle prime pagine di tutto il mondo.

Articolomarzo 2021

Il nuovo quadro internazionale e le opportunità di cooperazione strategica UE-Cina (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 838

Articolo collettivo pubblicato nel dossier “Siamo entrati nell'era post-occidentale?”. Gli autori sostengono che la decarbonizzazione richiede una maggiore cooperazione internazionale e che vi è qui, tra Unione europea e Cina, l'occasione di superare gli antagonismi per costruire un progetto comune.

Con François Loos, Joël Ruet, Fatima Hadj, Alex Wang, Jean-Claude Beaujour