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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
48°35′N 7°45′E

9 contributi alla Revue Défense Nationale · 3 libri · pubblicato dal 2002

Vent'anni di analisi degli equilibri europei — dall'asse franco-tedesco all'asse Parigi-Roma, l'Europa continentale come costante.

Saggista · Analista geopolitico · Direttore della prospettiva · Amministratore del Cercle Colbert · Segretario generale di Héritage & Civilisation · Fondatore della Rete Geopolitica Parigi-Berlino-Mosca · Nove volte pubblicato sulla Revue Défense Nationale

43°42′N 7°16′E

In primo piano

Nizza, l'asse Parigi-Roma e il Mediterraneo

Francia e Italia pesano insieme quasi la metà del bilancio dell'Unione. Nel 2021 hanno firmato un trattato che nulla obbliga a lasciare dormiente. E dispongono, tra Genova e Marsiglia, di una città fondata dai Greci, che è stata italiana per più secoli di quanti ne abbia passati da francese.

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Chi è
Henri de Grossouvre

Contrabbandiere di idee — Traghettatore sul Reno — Saggista

Vive sulla riva destra del Reno e lavora in Francia. Tutta la sua opera sta in questa frase: trent'anni passati a guardare l'Europa dai suoi punti di passaggio anziché dalle sue capitali.

Diplomato all'IEP di Strasburgo, ha diretto i grandi clienti di Alcatel per l'Europa centrale e la Russia da Vienna, prima di fondare a Strasburgo il Forum Carolus, su richiesta di un ministro dell'Industria e del presidente della Regione Alsazia. Ha pubblicato tre libri, di cui uno tradotto in italiano e in serbo. Le sue analisi sono apparse su riviste specializzate: la Revue Défense Nationale (si apre in una nuova scheda), la Revue Politique et Parlementaire (si apre in una nuova scheda), la rivista italiana di geopolitica Limes (si apre in una nuova scheda), la rivista indiana World Affairs (si apre in una nuova scheda).

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Pubblicazioni

Ultime analisi

Editoriale7 agosto 2026

Nizza: il rinnovamento di un ruolo strategico chiave per la Francia e l'Italia in Europa (si apre in una nuova scheda)

Le Cronache Lucane · Le Diplomate

La tesi più recente: fare di Nizza il perno di un asse Parigi-Roma. L'autore fonda l'argomento sulla storia lunga della città — fondazione greca, eredità romana poi piemontese, culturalmente italiana fino all'annessione del 1860 — e sul trattato del Quirinale del 2021, che colloca, per la coppia franco-italiana, dove il trattato dell'Eliseo sta per quella franco-tedesca. Il partenariato che descrive si misura in capacità: rotte mediterranee, industria della difesa, energia, infrastrutture digitali, capitali. Il testo è uscito prima in italiano, su Le Cronache Lucane, il 7 agosto 2026 — traduzione di Alessandro Sansoni —, poi in francese e in inglese su Le Diplomate.

Editoriale collettivo23 giugno 2026

Per un ripristino del controllo democratico sull'impegno militare e nucleare della Francia (si apre in una nuova scheda)

Le Diplomate, 32 firmatari

Editoriale collettivo che riunisce trentadue firmatari — tra cui Pierre Lellouche, Jacques Sapir, ufficiali generali e universitari. Il testo chiede un controllo parlamentare rafforzato sugli impegni militari e avanza nove misure, tra cui il rafforzamento costituzionale dell'articolo 35, una definizione giuridica della cobelligeranza e un dibattito parlamentare obbligatorio sugli interessi vitali. Una proposta istituzionale, non un commento.

Editoriale collettivo29 ottobre 2025

Sovranità digitale: “La Francia deve dimostrare la stessa ambizione che ebbe per il nucleare negli anni Sessanta” (si apre in una nuova scheda)

Le Figaro, FigaroVox — 35 firmatari

Editoriale collettivo firmato da trentacinque personalità, tra cui Henri de Grossouvre, con la qualifica di “saggista specializzato in relazioni internazionali e geopolitica europea”. Il testo mette in guardia sulla dipendenza del cloud francese ed europeo da operatori soggetti al diritto statunitense, discute la dottrina “cloud al centro” e la qualificazione SecNumCloud, e pone i dati come chiavi dell'intelligenza artificiale. La sua analogia centrale — la stessa ambizione che per il nucleare degli anni Sessanta — riformula al presente la tesi posta nel 2005 sulla Revue Défense Nationale.

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