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Henri de GrossouvreSaggista di geopolitica europea
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Competenze

Relazioni internazionali e geopolitica europea

Non descrive i rapporti di forza: propone architetture per organizzarli. Dal 2002 una sola domanda attraversa l'opera: a quali condizioni l'Europa torna a essere soggetto anziché oggetto.

La tesi

Ci sono due modi di fare geopolitica. Il primo consiste nel commentare ciò che accade. Il secondo consiste nel disegnare ciò che potrebbe reggere. Henri de Grossouvre pratica il secondo da vent’anni, e lo si sente fin nel vocabolario dei suoi titoli: via, avanguardia, strumenti, architettura. Sono parole di costruzione, non di constatazione.

Una domanda posta nel 2002 e mai abbandonata

Il saggio che apre la sua opera, Parigi, Berlino, Mosca, non predice nulla: propone. Nel quadro esplicito di un’Europa delle nazioni — e non di un federalismo sovranazionale — sostiene un partenariato strategico tra un polo franco-tedesco restaurato e la Russia, su quattro terreni esplicitamente indicati: energia, sicurezza, spazio e padronanza delle alte tecnologie. Il generale Pierre Marie Gallois, l’uomo che convinse de Gaulle a dotare la Francia dell’arma nucleare, ne firma la prefazione.

La storia si è poi incaricata di dare al titolo una risonanza che l’autore non aveva programmato. Meno di un anno dopo l’uscita, l’opposizione congiunta di Parigi, Berlino e Mosca alla guerra in Iraq faceva di quei tre nomi un titolo mondiale. Il libro è stato ristampato in francese, tradotto in italiano nel 2004 — ampliato di tre capitoli scritti per l’occasione — e in serbo nel 2014.

Un pubblico che eccede il perimetro francese

Già nel 2004 pubblica in inglese su World Affairs, rivista accademica indiana, un articolo intitolato “Paris, Berlin, Moscow: Prospects for Eurasian cooperation”. La portata di quel testo si misura meno dalla diffusione immediata che dalla sua ripresa: diciotto anni dopo compare ancora nella bibliografia di un articolo del Journal of Eurasian Studies dedicato al concetto di “Grande Eurasia”. Pochi saggisti non universitari possono dire altrettanto.

Il sistema europeo messo alla prova

Nel 2017, sulla Revue Politique et Parlementaire, fa un lavoro che in pochi fanno onestamente: passa in rassegna le critiche rivolte alla costruzione europea da entrambi i lati dello schieramento — Varoufakis, Iglesias e Sapir da una parte, Orbán e Klaus dall’altra — senza ricondurle a un’unica famiglia di pensiero. Ne ricava non un atto d’accusa ma una proposta: un quadro di cooperazione continentale, con l’infrastruttura ferroviaria come primo legante concreto.

L’anno successivo, con Richard Kitaeff, torna sullo stesso terreno per una ragione semplice: la sola coppia franco-tedesca, scrivono, non produce sufficiente potenza continentale.

Ciò che il periodo recente ha cambiato

Sarebbe disonesto presentare questa linea come intatta. Le condizioni di un riavvicinamento alla Russia, come formulate nel 2002 e nel 2018, non sono quelle di oggi. Ciò che il corpus documenta con costanza è invece un metodo: partire dagli interessi materiali — energia, trasporti, industria, tecnologia — anziché dalle dichiarazioni, e cercare dove passano le linee che tengono.

Fatti salienti
  • Il suo primo libro esce meno di un anno prima che l'opposizione franco-tedesco-russa alla guerra in Iraq porti l'espressione “Parigi-Berlino-Mosca” sulle prime pagine di tutto il mondo.
  • Pubblica in inglese sulla rivista accademica indiana World Affairs già nel 2004 — un riferimento ancora citato nel 2022 dal Journal of Eurasian Studies.
  • La Rete Geopolitica che fonda nel 2003 riunisce decisori pubblici e privati, diplomatici, universitari e industriali; Jacques Attali ne è il padrino per la Francia.
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Pubblicazioni collegate

Libroaprile 2002

Parigi, Berlino, Mosca: la via dell'indipendenza e della pace (si apre in una nuova scheda)

Éditions L'Âge d'Homme

Primo libro di Henri de Grossouvre, con prefazione del generale Pierre Marie Gallois, l'uomo che convinse de Gaulle a dotare la Francia dell'arma nucleare. Nel quadro di un'Europa delle nazioni, il saggio sostiene un partenariato strategico tra un polo franco-tedesco restaurato e la Russia, su energia, sicurezza, spazio e padronanza delle alte tecnologie. Meno di un anno dopo l'uscita, l'opposizione congiunta di Francia, Germania e Russia alla guerra in Iraq portava “Parigi-Berlino-Mosca” sulle prime pagine di tutto il mondo.

Articolo2004

Paris, Berlin, Moscow: Prospects for Eurasian cooperation (si apre in una nuova scheda)

World Affairs (India), vol. 8, n° 1, p. 40-52

Articolo pubblicato in inglese sulla rivista accademica indiana World Affairs. Prolunga la tesi del libro del 2002 in direzione dell'Eurasia. La sua portata si misura dalla ripresa: il riferimento compare nella bibliografia di un articolo del Journal of Eurasian Studies (SAGE) del 2022, diciotto anni dopo.

Articolofebbraio 2003

La revisione del trattato dell'Eliseo, l'Europa e la Russia (si apre in una nuova scheda)

Revue Défense Nationale, n° 650

Scritto in prossimità del quarantesimo anniversario del trattato dell'Eliseo. L'autore sostiene che Francia e Germania dovrebbero cogliere l'occasione della revisione per istituire una confederazione e costruire insieme una politica europea verso la Russia, fondata su interessi economici, culturali e strategici condivisi.

Articolo12 settembre 2018

Nuova attualità di Parigi-Berlino-Mosca (si apre in una nuova scheda)

Revue Politique et Parlementaire, n° 1087-1088 — dossier «Nation»

Cofirmato con Richard Kitaeff, presidente della Rete Geopolitica Parigi-Berlino-Mosca. Gli autori sostengono che la sola coppia franco-tedesca non produce sufficiente potenza continentale, e caldeggiano un riavvicinamento industriale e culturale con la Russia.

Con Richard Kitaeff
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